Una coda in piazza

“Una truffa, si direbbe” pensava. “Una vera assurdità, una follia. Una vera e propria presa per i fondelli”. Era stato incuriosito dalla coda, ordinata, che si allungava dal centro della piazza. Circondato da entusiasmo e catturato dalla novità dell’evento, vi si aggiunse. C’erano persone di tutte le età, di caratteristiche simili come anche diversissime. Sorride ripensando alla donna che si trovava al posto prima di lui, con la sua piccola in braccio. Com’era tenera. L’esperienza del momento però contaminava anche quella dolcezza e quel pensiero quasi affettuoso: perché mai non gli hanno detto nulla? Tutti volevano prendersi gioco di lui?

Procedeva nella coda.
Il signore ancora più avanti gli era risultato, fin dal primo momento, antipatico. Rinchiuso nella sua giacca gli sembrava finto, freddo e decisamente spigoloso. Non si sa come, ma era sicuro si trattasse di un dipendente di una banca. Odia le banche.

Non c’era alcun sistema particolare, nessun bigliettino con il numero. Eppure tutti stavano lì, in ordine, ad aspettare il loro turno, incuriositi. Correre e sorpassare gli altri avrebbe rovinato tutta l’esperienza.

Più avanti vedeva parte dello zaino di un ragazzo. Era in pelle, classico ma moderno. Nonostante gli ricordasse quello che anche lui usava durante i tempi del liceo, non poteva non sentirsi contrariato alla vista di un giovane “così fuori contesto”, come borbottava. Quasi per il peso del borbottio, ritira lo sguardo su qualcosa di più vicino e riguarda la schiena della signora con la bambina.

Le persone si allontanano silenziose, dall’evento. C’era chi sorrideva, chi beffeggiava la dinamica, chi articolava qualche critica, chi invece andava a chiamare degli amici. Rimaneva quindi sempre più solo mentre diminuiva la massa posta davanti a lui ed aumentava quella alle sue spalle di cui però non ricordava alcuna caratteristica. Si sposta anche la donna con sua figlia.

Tocca a lui: può vedere.

Poi se ne andò, senza dire nulla, ripensando alla bambina.